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Google è tenuto a cancellare notizie da tutte le edizioni del motore di ricerca?

Ottenere un esito positivo ad una richiesta di deindicizzazione da Google non è sempre semplice, ma anche quando si ottiene, è probabile che continuino ad esistere controversie sull’esistenza del link al di fuori del motore di ricerca. Oltre al sito web di origine, su cui continua ad esistere il contenuto rimosso dalla Ricerca Google ma comunque raggiungibile tramite altre vie, il problema spesso al centro di molte discussioni risiede su quanti e quali versioni di un motore di ricerca devono essere coinvolte dal procedimento di deindicizzazione. A tal proposito infatti, Google è tenuto a cancellare notizie da tutte le edizioni del motore di ricerca? Cerchiamo di rispondere insieme a questa domanda, prendendo spunto da una delle ultime sentenze di Google contro la CNIL (la Commissione Nazionale dell’informatica e delle libertà francese).

La sentenza nella causa C-507/17 Google – CNIL

Il problema del raggio d’azione delle deindicizzazioni ha suscitato particolari discussioni in occasione della causa C-507/17 tra Google LLC et la Commission Nationale de l’Informatique et des libertés. La vicenda era iniziata con una multa di 100.000 euro da parte della CNIL a Google LLC in conseguenza del suo rifiuto (al momento dell’accettazione di una richiesta di deindicizzazione) di deindicizzare il link in questione da tutte le versioni del suo motore di ricerca. La Google Inc., invece, si era limitata a sopprimere i link in questione dalle sole versioni degli Stati membri, come era tenuta a fare. Il Conseil d’état ha allora sottoposto la questione alla Corte UE, al fine di stabilire quale delle due parti avesse ragione secondo le norme del Diritto dell’Unione. Nello specifico, intendevano stabilire se, nel momento in cui un motore di ricerca accoglie una richiesta di deindicizzazione, esso è tenuto ad effettuarla solo sulla versione del Paese del richiedente, o su tutte le versioni degli Stati membri oppure ancora su tutte le versioni del suo motore di ricerca. La decisione della Corte, come già stabilito in una precedente direttiva, conferma che il gestore di un motore di ricerca non è tenuto a sopprimere un link da tutte le versioni del suo motore di ricerca. Vediamo invece cosa è tenuto a fare nel paragrafo successivo.

Obblighi del motore di ricerca al momento di una deindicizzazione

Nella suddetta sentenza, è stata la Google Inc. ad ottenere i risultati sperati: la Corte UE ha ribadito infatti che il diritto alla deindicizzazione non comporti necessariamente che i link controversi debbano essere soppressi, senza limitazioni geografiche, in tutti i nomi di dominio del suo motore di ricerca. È pur vero che la rimozione del suddetto link da tutte le versioni del motore di ricerca, in un modo globalizzato come quello di oggi, aiuterebbe a perseguire al meglio il diritto all’oblio a tutela dell’interessato, ma allo stesso tempo è anche vero che molti Stati al di fuori dell’UE non riconoscono il diritto alla deindicizzazione (o comunque hanno un approccio diverso ad esso) e quindi non è possibile imporre le norme UE anche in questi territori. Inoltre, il motore di ricerca è tenuto ad attuare misure sufficientemente efficaci affinché la tutela dei diritti fondamentali della persona sia effettiva, e quindi a scoraggiare fortemente i suoi utenti ad accedere ai link deindicizzati attraverso versioni “Extra UE” del motore di ricerca stesso.

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