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Diritto all’oblio su Google: una panoramica di ciò che sta succedendo in Asia

Diritto all’oblio su Google: una panoramica di ciò che sta succedendo in Asia

By Avv. Ludovica Marano

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Il diritto all’oblio è quel diritto assunto dall’art. 17 del GDPR, vale a dire del Regolamento europeo per la protezione dei dati personali, che consente ad un soggetto che ne abbia interesse, in proprio o tramite un legale di cancellare informazioni dal web che possano arrecargli un danno all’immagine e alla propria reputazione. Il diritto all’oblio venne per la prima volta introdotto in Europa a seguito della pronuncia Costeja emessa dalla Corte di Giustizia Europea nel 2014. La sentenza della Corte di Giustizia chiariva nella propria motivazione come un interessato potesse richiedere al fornitore di un motore di ricerca online, la rimozione di uno o più link verso pagine web che si trovano nell’elenco di risultati di ricerca, o anche definite query, a seguito della digitazione dei propri dati personali, quali nome e cognome. Per dati personali si intendono tutti quei dati che hanno a che fare con il soggetto, in sintesi l’interessato potrebbe richiedere anche la cancellazione di immagini, articoli e notizie pregiudizievoli, tali da consentire l’esaurimento del diritto alla cancellazione.

Quali paesi hanno leggi che integrano il diritto all’oblio?

Oltre all’Europa, che grazie al GDPR ha introdotto e consentito al soggetto di rimuovere link e notizie pregiudizievoli, ove queste non siano aggiornate e dunque appaiono obsolete, anche la Russia nel 2015 ha promulgato una normativa analoga tale da permettere agli utenti di costringere un motore di ricerca a cancellare i collegamenti alle informazioni personali per motivi di irrilevanza, non veridicità ovvero accuratezza nonché per violazione di legge. 

Qual è la posizione del diritto all’oblio in India?

In India la situazione è la seguente: l’Alta Corte di Delhi ha dichiarato che il diritto alla privacy sia riconosciuto quale un diritto fondamentale. Questo accade a seguito della sentenza KS Puttaswamy nel 2017 che ha permesso l’evoluzione del diritto all’oblio in India. 

Le pronunce dei Tribunali indiani 

Nel 2019, sempre l’Alta Corte di Delhi, che si stava occupando di una causa civile per la cancellazione di notizie sulle accuse di un soggetto contro l’amministratore delegato di una casa dei media, ha affermato che “il diritto all’oblio ed il diritto di essere lasciato solo sono aspetti inerenti il diritto alla privacy” aumentando dunque l’importanza del diritto all’oblio. Recentissima invece la pronuncia del 2021 ove è stata disposta la cancellazione di una sentenza dai risultati della ricerca.  Le pronunce qui riportate hanno tutte un unico fondamento: quello di riconoscere il diritto all’oblio quale diritto fondamentale della persona, e ponendolo al pari, sulla scorta di quanto operato in Europa attraverso il GDPR, del diritto all’immagine della persona interessata.

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