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Cancellare da Google informazioni pubblicate in Gazzetta Ufficiale

La vicenda di cui al provvedimento in oggetto si riferisce al reclamo di un soggetto, un avvocato, il quale aveva, appunto, proposto reclamo avverso alcune URL i cui contenuti erano da considerarsi obsoleti e non rispondenti agli attuali requisiti di esercizio della professione forense dallo stesso posseduti. Questo reclamo verteva sul fatto che l’avvocato esercitava dopo aver sostenuto l’esame consueto di abilitazione alla professione forense nella sessione 2010/2011 in Italia, e non all’estero. 

Google aveva già rigettato la richiesta definendo che le URL presunte pregiudizievoli erano riferite ad una “pubblicazione effettuata da un ente pubblico”.

Con nota del 22 luglio 2021 Google ha dichiarato, di non poter dare seguito alla richiesta di deindicizzazione del reclamante, poiché l’URL che si richiedeva interessante del provvedimento di deindicizzazione rimandava ad un decreto emanato dal Ministero della Giustizia e per questo pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il provvedimento aveva ad oggetto il riconoscimento del titolo di studio estero per l’esercizio della professione forense. 

Cosa si intende per deindicizzaizone

Per deindicizzazione si intende quel procedimento opposto alla indicizzazione, che rende non direttamente accessibile un determinato contenuto attraverso i motori di ricerca esterni all’archivio in cui quel contenuto si trova. Quest’ultimo è cosa ben diversa dalla rimozione delle informazioni, le quali vengono eliminate del tutto dalla rete.

La nota dell’avvocato contro Google

Il reclamante ci tiene a sottolineare la propria qualifica di avvocato, ed infatti la utilizza anche in seno all’argomento a sostegno della propria tesi, riguardo la reperibilità delle informazioni. Se infatti è vero che sussiste un interesse della collettività, la reperibilità delle informazioni predette relative al soggetto in qualità di avvocato gli creano un danno di immagine e di reputazione professionale.

Lo stesso infatti continua a sostenere che ha superato l’esame in Italia e non in Spagna, acquisendo così non il titolo di Abogado ma di Avvocato, come invece è rappresentato sulla pagina web istituzionale.

I contenuti della pagina, secondo il reclamante sono connotati da obsolescenza, motivo per cui ai sensi dell’art. 17 GDPR possono essere rimossi poiché non più osservanti il diritto alla publica informazione ed all’interesse storiografico della collettività. Anzi, fli stessi operano l’effetto inverso, risultano essere di natura fuorviante per il pubblico, poiché rappresentanti l’avvocato “quale esercente la professione in virtù di un titolo diverso da quello effettivamente utilizzato”.

La decisione del Garante

Alla luce di quanto sopra esposto, dopo aver considerato le due tesi opposte, il garante ritiene infondato il reclamo poiché la fonte ufficiale di cui si chiede la rimozione, chiarisce semplicemente il riconoscimento del titolo professionale ottenuto in Spagna, senza però aggiungere alcun elemento valutativo della professionalità del soggetto richiedente. Dunque, per il garante ben poco importa se il soggetto ha poi acquisito il titolo anche in Italia, poiché in ogni caso tale ultimo esame non va a incidere sull’esattezza della precedente notizia pubblicata da fonti ufficiali. 

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