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Cancellare notizie da internet: è infondato il reclamo non accompagnato da sufficiente documentazione

Preliminarmente è utile chiarire cosa si intende per reclamo. Il reclamo al Garante Privacy, autorità deputata al controllo della regolamentazione della privacy e del GDPR è quello strumento che consente all’interessato di rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali al fine di descrivergli una violazione della disciplina in materia di protezione dei dati personali e di richiedere per questo un provvedimento diretto dell’Autorità.

Il reclamo può essere proposto dall’interessato laddove lo stesso abbia pregiudizio rispetto alla propria reputazione online avverso la pubblicazione di notizie sul web, sotto forma di articoli, URL o informazioni lui riguardanti, che non abbiamo più le caratteristiche e le finalità di pubblico interesse per poter stare in rete, creando così solo un danno ingiusto all’interessato.

La vicenda in esame 

La vicenda interessante questo particolare provvedimento del Garante è relativa ad una richiesta di informazioni da parte dell’Autorità stessa a Google LLC a seguito di reclamo proposto dall’interessato concernente la rimozione dai risultati di ricerca collegati al proprio nominativo, di alcuni URL assunti in riferimento ad una vicenda giudiziaria di carattere penale nella quale lo stesso veniva coinvolto, diversi anni orsono. Secondo il reclamante non è più in auge il diritto all’interesse pubblico e storiografico in grado di giustificare la pubblicazione della notizia sul web e la collegata indicizzazione del proprio nominativo dalle query di Google, poiché la vicenda in esame non ha avuto seguito, come è stato ampiamente certificato dal casellario penale occorso in sede probatoria. Google LLC rispondeva alla questione posta in essere dal reclamante chiarendo di non poter adottare alcun provvedimento di rimozione delle notizie da Google stesso o deindicizzazione poiché uno degli URL pregiudizievoli “non risulta visualizzato tra i risultati di ricerca reperibili in associazione al nominativo dell’interessato e di non poter pertanto adottare alcuna misura rispetto ad esso”. Ancora, gli altri sono considerati di pubblicazione recente e dunque non possono essere sottesi al diritto all’oblio, poiché è ancora rilevante un ampio interesse pubblico alla notizia, nonché la documentazione allegata dal reclamante risulta essere scarna.

La risposta del Garante 

Il Garante motiva la propria decisione di rigetto del reclamo dell’interessato a fronte delle linee guida. Invero, i contenuti reperibili tramite i predetti URL riguardano una vicenda giudiziaria riferita a reati gravi che, sulla base delle prove acquisite, pare essere stata definita con l’applicazione della pena su richiesta delle parti. Nonostante il reclamante abbia affermato nell’atto di reclamo che il procedimento si sarebbe concluso senza alcun esito giudiziario, allegando, come sopra riferito, certificati dei casellari giudiziari risalenti al 2018. Per questi motivi, essendo la richiesta di rimozione poco documentata il Garante ha ritenuto di rigettare il reclamo proposto dall’interessato.

 

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