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Un panoramica dei Paesi con maggiori richieste di cancellazione di notizie da Google

Il diritto all’oblio origina dalla pronuncia Costeja, che viene conosciuta come Google Spain del 13 maggio 2014 ha chiarito l’applicazione ai motori di ricerca della normativa in materia di protezione dei dati personali.Infatti, la corte ha concluso che gli utenti possono invitare un motore di ricerca, qualora vi fossero determinate condizioni, di rimuovere dall’elenco dei risultati di ricerca le query relative al loro nome che demandando a link di informazioni, i quali a loro volta si ritengono incidere sulla loro vita privata. Laddove un motore di ricerca non accolga la richiesta del soggetto interessato, quest’ultimo può portare la vicenda all’attenzione sia delle Autorità di protezione dei dati, vale a dire il GDPR, sia dell’Autorità giudiziaria competente, in questi casi il Tribunale ordinario, al fine di chiedere di effettuare ulteriori verifiche sulla conformità a verità o meno della propria iniziale richiesta di rimozione ai sensi della normativa nazionale. Il diritto all’oblio viene riconosciuto come uno dei diritti fondamentali dell’Unione Europea in applicazione degli artt. 12 lett. b) e 14 lett. a) co. 1 della direttiva 95/46/CE.

 I paesi con il maggior numero di richieste di rimozione di notizie lesive dell’onore degli interessati

Invero, secondo una statistica riportata dallo stesso Google, al momento i paesi con il maggior numero di richieste di cancellazione di URL ovvero di notizie pregiudizievoli della reputazione. La classifica è: Russia al primo con il maggior numero di richieste di cancellazione nell’ultimo decennio , un numero che supera di quasi dieci volte la Turchia, la quale vanta un meritatissimo secondo posto. Nell’anno 2020, gli Stati Uniti hanno inviato a Google il numero più basso di richieste di rimozione (596) dal 2012. Ancora, la Corea del Sud ha fatto il secondo maggior numero di richieste nel 2020 , quasi raddoppiando il suo totale decennale

Perché la Russia vanta il primo posto nella classifica?

Se si analizzano i dati raccolti sulle richieste di deindicizzazione e di rimozione dei contenuti lesivi dal web, noteremo che la Russia risulta essere in testa alla classifica con il maggior numero di richieste di rimozione per diritto all’oblio. Così ripartiti: un quarto circa il 25,39% delle 123.606 richieste della Russia è stato presentato solo nel 2020. Questi dati, da soli bastano a far vedere come le cifre siano maggiori di qualsiasi altro paese in un periodo di tempo anche molto più lungo di qualsiasi altro paese. La causa principale delle richieste di rimozione è stata la sicurezza nazionale, il 2020 è stato alimentato da un enorme balzo in avanti negli avvisi di violazione del copyright.

Il motivo principale delle richieste di cancellazione è la diffamazione

Tuttavia anche altri paesi hanno un buon numero di richieste di rimozione delle notizie pregiudizievoli e dunque di beneficio del diritto all’oblio, ed il motivo principale sono i reati di diffamazione che vengono commessi per lo più in tutto il mondo attraverso il mezzo dell’internet.

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