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Diritto all’oblio Google, una recente sentenza di Cassazione 2023

Diritto all’oblio Google, una recente sentenza di Cassazione 2023

By Avv. Ludovica Marano

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Il diritto all‘oblio Google, al giorno d’oggi, a seguito della recente e sempre più crescente digitalizzazione, è diventato uno dei più importanti istituti di tutela in materia di privacy, tanto è vero che moltissime sentenze della Corte di Cassazione e quelle della Corte di Giustizia Europea. Il diritto all’oblio, dunque, è, in poche parole, il diritto di un soggetto interessato di richiedere la rettifica dei propri dati personali da parti di terzi o di eliminare notizie dal web.

Il diritto alla cancellazione dei dati e ad eliminare notizie da Internet è stato inserito all’interno dell’art. 17 del GDPR. In sostanza, il GDPR garantisce a tutti gli individui il diritto di richiedere che i loro dati personali non siano più memorizzati e utilizzati da Internet. Questo diritto è particolarmente importante per le persone che sono state vittime di cyberbullismo, truffe online o altre forme di abuso.

Il GDPR, invero, chiarisce che tutti gli utenti debbano essere in grado di controllare i propri dati personali e di decidere come e quando possono essere condivisi. Gli utenti possono anche revocare i propri consensi in qualsiasi momento, il che significa che qualsiasi informazione non autorizzata non può essere utilizzata o condivisa. 

La recente sentenza della Corte di Cassazione italiana

La Corte di cassazione ha recentemente chiarito che il diritto all‘oblio è fondato sulla tutela della riservatezza dei dati personali dei soggetti interessati, in quanto tale diritto può essere riconosciuto solo nei casi in cui la diffusione dei dati personali è considerata non necessaria o non pertinente rispetto a scopi legittimi.

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 6806 del 7 marzo 2023, si è pronunciata in merito ad una disputa concernente il diritto all‘oblio, ribadendo quanto già dichiarato nella sentenza del 31 gennaio n. 2893/2023 e nell‘ordinanza n. 6116/2023: i responsabili di un sito web non sono obbligati a eliminare, togliere dall‘indice di ricerca o aggiornare un articolo di stampa già pubblicato legalmente, anche se si riferisce a fatti avvenuti in passato, a meno che non ci sia una precisa richiesta.

La cassazione dice che le notizie devono essere aggiornate

La Suprema Corte ha stabilito che non è possibile imporre agli autori di notizie di aggiornarle in merito a vicende di cui hanno parlato, quindi l’aggiornamento delle notizie pubblicate deve essere fatto. Come esempio, si prende in considerazione l‘arresto di un cittadino residente a Perugia da più di 15 anni: il giovane era stato condannato per reati legati allo spaccio di stupefacenti e, per evitare che la notizia si diffondesse, aveva deciso di cambiare città. Purtroppo, però, la sua condanna era ancora reperibile online, il che avrebbe potuto causargli problemi nelle relazioni interpersonali nella sua nuova vita.

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