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Cancellare notizie false da internet è sempre più difficile

Mai come in questo periodo, in cui ognuno esprime la sua opinione su vaccini e green pass, è difficile stabilire il giusto confine tra libertà di espressione, diritto di cronaca e fake news, in quanto anche chi non possiede le qualifiche per farlo può esprimere il suo pensiero e rischiare di creare falsi filoni o gogne mediatiche difficilmente rimovibili. Una volta scoperta la non validità di una notizia, è davvero così semplice eliminarla per sempre, sia da internet che dal pensiero degli innumerevoli utenti che ormai l’hanno letta ed immagazzinata? Non proprio: secondo alcune recenti statistiche, infatti, cancellare notizie false da internet è sempre più difficile, sebbene ci siano leggi piuttosto chiare nel nostro sistema giuridico.

Confine tra Libertà di espressione e reputazione altrui

All’interno del nostro sistema giuridico, è ben specificato che la libertà di espressione di ciascun individuo si ferma laddove offenda la reputazione altrui davanti a più persone, e quale miglior spazio pubblico di internet per diffondere più velocemente possibile una notizia, anche se si tratta di una notizia falsa, infondata o lesiva per la reputazione di un altro individuo? I reati di diffamazione sono puniti anche con la reclusione fino ad un anno o multe fino a 1.032 euro, ma ciò non basta per cancellare per sempre dal web e dai ricordi di milioni di utenti una falsa notizia circolata sul conto di un individuo. Talvolta, queste macchie sull’immagine di una persona rimangono per sempre e non c’è rimozione di notizie che tenga per riabilitare il suo nome. Allo stesso modo, anche il diritto di cronaca come il diritto di espressione ha dei limiti entro cui essere esercitato, in quanto deve rispettare i tre pilastri fondamentali di verità, pertinenza e continenza. 

Tutela dai reati di diffamazione e dalla circolazione di fake news

Oltre all’offesa per la persona coinvolta dalle false notizie che circolano sul proprio conto, negli ultimi scenari giudiziari in cui hanno avuto luogo eventi di fake news, è inoltre emerso come è sempre più difficile punire i colpevoli di circolazione di fake news, in quanto essa è spesso giustificata come eccessivo utilizzo del diritto di espressione o come semplice disinformazione non voluta e non intenzionale, per questo non punibile. Insieme a questa mancata tutela dai reati di diffamazione, si aggiunge la difficoltà di un utente di ripulire il proprio nome, per eliminare una recensione falsa da Google o un qualsiasi contenuto falso sul proprio conto. In sostanza, si assiste negli ultimi anni ad una crescita del reato di diffamazione come reato più facile da commettere, ma dal quale è più difficile tutelarsi. Ciò è dovuto principalmente a due ragioni: soprattutto nel caso di figure pubbliche, il limite di diritto di critica è stato largamente spostato a favore dei diffamatori, quasi come fosse un loro diritto di dibattito criticare ed in caso inventare false ipotesi sul loro conto; l’altra causa sembrerebbe invece risiedere nella superficialità con cui si scrive al giorno d’oggi un qualsiasi contenuto su un social, un forum o qualsiasi altro spazio online, dando spesso poco peso alla gravità ed alla quasi indelebile di un’informazione una volta messa nelle mani di un pubblico vasto come quello di internet. Una maggiore tutela legale in questi casi sarebbe opportuna; fino ad allora, non ci resta che affidarci ad esperti di reputation management e lasciare a loro il lavoro di proteggere la nostra immagine. 

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