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Cancellare notizie da Google: il rapporto aggiornato a maggio 2023

Cancellare notizie da Google: il rapporto aggiornato a maggio 2023

By Avv. Ludovica Marano

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Nell’era digitale in cui viviamo, la nostra vita privata è sempre più esposta ai riflettori del mondo online. La raccolta di dati personali e la condivisione di informazioni sono diventate una pratica comune, e questo ha portato a un dibattito sempre più acceso sulla privacy e sulla protezione dei dati personali. Uno degli strumenti più importanti a disposizione delle persone per tutelare la propria privacy online è il cosiddetto “diritto all’oblio“, grazie al quale è possibile cancellare informazioni personali da Google. Questo diritto consente agli individui di richiedere la rimozione o la deindicizzazione di informazioni personali obsolete o non più rilevanti dai risultati dei motori di ricerca, inclusi quelli di Google.

Perché è così importante cancellare le notizie da Google con il diritto all’oblio?

Ci sono diversi motivi per cui le persone potrebbero voler richiedere la rimozione di informazioni personali dalla rete. In primo luogo, la privacy è un diritto umano fondamentale. Tutti abbiamo il diritto di controllare le informazioni personali che vengono condivise con il mondo. Quando le informazioni personali vengono pubblicate online senza il nostro consenso, la nostra privacy viene violata. Ciò può avere conseguenze negative sulla nostra vita, sia a livello professionale che personale. In risposta a queste preoccupazioni, il Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (GDPR) dell’Unione Europea è stato introdotto per garantire una maggiore protezione dei dati personali e dei diritti di privacy degli individui. Una delle implicazioni del GDPR è il diritto all’oblio, che consente alle persone di richiedere la rimozione o la deindicizzazione di informazioni personali obsolete o non pertinenti dai motori di ricerca come Google. Questo diritto offre un mezzo per “rimuovere informazioni personali da Google” e altre fonti online, al fine di preservare la propria privacy e gestire la propria reputazione digitale.

Ad esempio, se una persona ha commesso un errore in passato e questa informazione è stata pubblicata online, può essere difficile per quella persona trovare lavoro o fare carriera. Anche se l’informazione non è più rilevante per la vita di quella persona, può continuare a influenzare la sua reputazione online e la percezione che gli altri hanno di lei. Inoltre, le informazioni personali pubblicate online possono anche mettere a rischio la sicurezza delle persone, ad esempio se vengono divulgate informazioni sensibili come l’indirizzo di casa o il numero di telefono.

Ancora, le informazioni personali pubblicate online possono anche essere dannose per l’immagine. Se un’informazione viene pubblicata online, può essere facilmente diffusa e condivisa con un vasto pubblico e questo significa che, se l’informazione riguarda una persona pubblica, può influenzare la percezione che il pubblico ha di quella persona e delle sue azioni. Se l’informazione è falsa o inesatta, può danneggiare la reputazione di quella persona e limitare la sua libertà di espressione.

Cosa si intende per diritto all’oblio

Il diritto all’oblio è il diritto di un individuo di richiedere la rimozione di informazioni personali da Internet. In altre parole, se un’informazione riguardante una persona è diventata obsoleta o non rilevante, quella persona ha il diritto di richiedere che venga cancellata dalla rete. Questo diritto è stato riconosciuto a livello europeo dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea nel 2014, nel caso “Google Spain vs Mario Costeja González”. In base a questa sentenza, i motori di ricerca come Google sono obbligati a rimuovere i link ai contenuti che violano la privacy di una persona, a meno che ci siano motivi legittimi per mantenere l’informazione online.

Le ultime notizie dal rapporto di trasparenza Google

La trasparenza è un aspetto fondamentale della responsabilità aziendale e della tutela della privacy. In generale, una maggiore trasparenza significa una maggiore responsabilità e un maggiore rispetto dei diritti degli utenti.Google ha introdotto diverse misure per migliorare la trasparenza nella raccolta e nell’utilizzo dei dati, ed ha messo a disposizione un report sulla trasparenza che serve proprio a rendere edotti gli utenti delle richieste di rimozione che gli vengono presentate.

Ad esempio, alcune delle ultimissime richieste che sono state presentate possono essere di seguito descritte. Nella prima: la vicenda riguardava un richiedente che ha presentato una richiesta per la rimozione di alcune pagine web, ma che è stata rifiutata dall‘autorità competente per la protezione dei dati personali. Nonostante il ricorso presentato dal richiedente, la decisione è stata confermata e il caso è stato definitivamente chiuso.

Ancora, sempre in Italia, veniva rifiutata la richiesta di rimozione di un post di un blog risalente al 2012 di un imprenditore italiano. Invero, il post conteneva la trascrizione di un’intercettazione telefonica tra il richiedente e un capo mafia. Inizialmente Google aveva rifiutato la richiesta, ma quando l’Autorità competente per la protezione dei dati personali italiana ha emesso un ordine, il motore di ricerca ha dovuto rimuovere il post del blog.

 

 

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