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In Canada le prime sentenze di diritto all’oblio per cancellare risultati di ricerca Google

Il termine diritto all’oblio viene inteso come il potere di un soggetto di poter disporre dei propri dati personali sul web. Con il termine disposizione si intende la rimozione dei contenuti quali articoli o notizie o link su internet caratterizzati dal dominio pubblico e che riguardano il soggetto interessato. In tal senso, quando ci si accosta alla sfera della privacy di un soggetto, e meno che meno nella ipotesi in cui viene usata l’espressione diritto all’oblio, si ritiene di far riferimento alla facoltà dell’interessato ad essere dimenticato ovvero di non essere più collegato ad una determinata notizia che lo riguarda, la quale può creargli disagio sotto il profilo della reputazione sia professionale che sociale. Nella normativa europea il diritto all’oblio viene determinato all’art. 17 del GDPR, vale a dire il regolamento sulla protezione dei dai personali, il quale chiarisce in che modo e con quali presupposti può essere posto in essere il diritto di cui si parla.

Il diritto all’oblio in Canada

È recente la notizia che vede coinvolta uan statuizione di un giudice Canadese, il quale essendo capo associato della Corte federale Joanne Gagne, non accoglieva il ricorso proposto a mezzo di memoria da parte di Google. Invero secondo tali memorie, il Personal Information Protection and Electronic Documents Act (in acr. PIPEDA) non dovrebbe applicarsi ai risultati dei motori di ricerca Google perché il lato della ricerca della società “non è un’impresa commerciale”, ed ancora, continua la Società americana “perché i risultati della ricerca vengono utilizzati per il giornalismo”, adducendo in tal senso che gli obblighi derivanti dal PIPEDA non si applicano alle attività giornalistiche.

Cosa è il PIPEDA

Il Personal Information Protection and Electronic Documents Act è la legge federale sulla privacy per le organizzazioni del settore privato in Canada. Lo scopo della statuizione è quello di  “disciplinare la raccolta, l’uso e la divulgazione delle informazioni personali in modo da riconoscere il diritto alla privacy delle persone rispetto alle loro informazioni personali e la necessità delle organizzazioni di raccogliere, utilizzare o divulgare informazioni personali per scopi che una persona ragionevole considererebbe appropriati nelle circostanze”.

Cosa dice il Giudice Canadese

Secondo quanto stabilito da Giudice canadese, dunque, “promuove la propria attività pubblicitaria mettendo in evidenza la popolarità del suo motore di ricerca”, dunque, per tal motivo può essere assoggettato alla legge canadese sulla privacy. Ancora, il giudice prosegue, dicendo che anche se Google fornisse servizi gratuiti agli utenti del web è in possesso comunque di un ” palese interesse commerciale nel connettere questi due giocatori”. Trattandosi, parafrasando le parole del Giudice, di un ente che svolge in ogni caso attività commerciale. Il giudice, ancora risponde anche alla circostanza che Google osserva in merito alla esenzione del PIPEDA per i giornalisti. In tal caso è stato chiarito dall’Autorità competente che il motore di ricerca non può essere annoverato tra gli editori, non avendo controllo sul contenuto dei risultati di ricerca che appaiono una volta digitato le parole chiave. Nel caso di specie, dunque, il Giudice Canadese ha riproposto la circostanza che Google non ha controllo sui contenuti ivi posti sotto il suo motore di ricerca, per questo motivo, appare come logico precipitato la circostanza che vede molti soggetti che vogliano vedere cancellate le notizie pregiudizievoli dal web che li riguardano il dover contattare il web master. Infatti Google più volte, anche nelle guide da lui stesso messe a disposizione, chiarisce che non può eliminare i contenuti dalle ricerche, attraverso un procedimento di deindicizzazione.

 

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