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Site icon Diritto All'Oblio su Google – Come Rimuovere il Proprio Nome dai Risultati di Ricerca

Il diritto all’oblio arriva in Australia

Il diritto all’oblio è il diritto delle persone a chiedere la rimozione di informazioni personali che sono obsolete, irrilevanti o dannose per la loro reputazione online. Questo diritto è stato sviluppato con l’aumento della disponibilità di informazioni su internet e la crescente importanza per la protezione della privacy. Il diritto alla cancellazione dei dati personali viene indicato dagli studiosi quale un principio giuridico di natura giovane, il quale ha l’obiettivo di proteggere la privacy delle persone, garantendo loro il diritto di chiedere la rimozione di informazioni personali dalla rete che possono causare danni alla loro reputazione o che non sono più rilevanti. In Italia il diritto all’oblio è previsto dal Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e dalle leggi sulla privacy.

Il diritto all’oblio e le sue origini europee

In questo senso è utile chiarire che base alla normativa vigente nell’Unione Europea, qualsiasi soggetto possiede il diritto alla protezione dei dati. Invero le autorità di protezione dei dati, come ad esempio il Garante per la Privacy, preferiscono concentrarsi in modo più approfondita su tutte quelle domande che presentano un collegamento tra l’interessato e l’UE, per fare un esempio allorquando si è presenza di un caso in cui una detta persona sia un cittadino o residente di uno Stato membro dell’UE. A partire dalla sentenza Costeja pronunciata dalla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE) nel maggio 2014, in particolare nella sentenza “Google Spain SL, Google Inc. contro Agencia Española de Protección de Datos (AEPD) e Mario Costeja González, da cui prende il nome. Tramite il diritto all’oblio è stato definito che vi è la possibilità per i soggetti interessati a richiedere al motore di ricerca la rimozione di uno o più link o URL da pagine web che compaiono nella barra delle ricerche, più propriamente query Google. Tale diritto prende il nome di diritto all’oblio, e viene statuito, dal 2016, nello specifico dall’art. 17 del GDPR, cioè del regolamento sulla protezione dei dati personali con valenza nell’ambito Europeo.

Il GDPR Europeo, modello della nuova legge sulla privacy australiana

Invero, come detto il Regolamento UE 2016/679, noto anche come GDPR (General Data Protection Regulation), è una normativa europea che disciplina la protezione dei dati personali. Il GDPR è entrato in vigore il 25 maggio 2018 e ha come obiettivo principale quello di fornire un livello elevato di protezione per i cittadini dell’Unione Europea e di garantire che i loro dati personali siano trattati in modo lecito, equo e trasparente. Il GDPR include anche il diritto all’oblio, che consente a un individuo di chiedere la rimozione dei propri dati personali dalla rete, se questi dati non sono più necessari per gli scopi per i quali sono stati raccolti o trattati, o se l’individuo ritira il proprio consenso al trattamento dei dati. Inoltre, il GDPR prevede anche l’obbligo per le organizzazioni di rimuovere i dati personali quando non sono più necessari per gli scopi per i quali sono stati raccolti e trattati e di informare l’interessato in caso di una richiesta di rimozione.

Il diritto all’oblio in Australia

Anche l’Australia ha fatto sapere che prenderà in considerazione la protezione della privacy, iniziando proprio dal diritto all’oblio, prendendo a modello la normativa sul diritto di cancellare i propri dati personali dal web vigente in Europa.

Mark Dreyfus ha fatto alcuni commenti alla stampa nei quali prometteva di prendere in considerazione riforme della privacy, prendendo a modello quelle che sono state attuate in Europa. Il suo disegno di legge, spiega, ha come obiettivo quello di aumentare le sanzioni per tutte le aziende che non garantiscono un’adeguata tutela per i dati dei clienti. Dreyfus ha fatto sapere di avere già introdotto “ sostanziali aumenti delle sanzioni che spero abbiano inviato un messaggio alle aziende australiane che devono prendersi più cura della privacy degli australiani… sui dati degli australiani che hanno in custodia”.

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