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Site icon Diritto All'Oblio su Google – Come Rimuovere il Proprio Nome dai Risultati di Ricerca

Guida 2023 per rimuovere le informazioni personali dal web

Il diritto all´oblio è quel diritto che viene inserito tra gli studiosi nel novero di quei diritti di nuova generazione. Questo perché è nato in temi recenti, e vale a dire informalmente con la sentenza c.d. Costeja emanata dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea nel 2014, e formalmente con l’emissione del Regolamento sulla protezione dei dati personali a livello Europeo, che viene comunemente conosciuto come GDPR. Il diritto all’oblio si configura quale diritto alla rimozione dei dati personali che un soggetto può invocare a difesa dei propri dati personali che vengono violati da un articolo, una notizia ovvero una URL che gli arrechi un pregiudizio alla reputazione. Si prevede, con queste nuove linee guida che l’obbligo per i titolari, laddove abbiamo reso pubblici i dati personali dell’interessato, come nel caso in cui questi li avessero pubblicati su un sito web, di informare della richiesta di cancellazione altri titolari che trattano i dati personali cancellati, compresi in “qualsiasi link, copia o riproduzione” come normato dall’art. 17 del GDPR. Molto importanti in questo senso sono le linee guida 5/2019 sui criteri per l’esercizio del diritto all’oblio nel caso dei motori di ricerca, ai sensi del GDPR. Si premette in questo frangente che la trattazione specifica cche riguardano le modalità per l’esercizio di tutti i diritti da parte degli interessati sono stabilite, in generalmente dagli artt. 11 e 12 del regolamento sulla protezione dei dati personali (GDPR).

Il bilanciamento dei diritti collettivi con il diritto all’oblio: cosa dicono le linee guida 

Il diritto all’oblio non è un diritto assoluto, anzi, questo deve sempre essere bilanciato con quei diritti che sono messi a protezione della collettività, ed in particolare, come si dirà a breve, con il diritto alla informazione e cronaca.  Invero, un importante tassello per il egli di interessi contrapposti rispetto alla cancellazione di notizie dal web è sicuramente, come detto in apertura, è la sentenza Costeja, la quale in un passaggio ha tecnicamente stabilito che il trattamento effettuato da un fornitore di motore di ricerca può? incidere significativamente sui diritti fondamentali alla vita privata e sulla tutela dei dati laddove la ricerca venga posta in essere con l’utilizzazione del nome di un interessato. Orbene, ai fini valutativi rispetto alla contrapposizione tra i diritti e delle libertà poste in capo alla collettività e quelli del singolo interessato delle notizie pregiudizievoli, la Corte ha stabilito l’interpretazione che di seguito si riporta integralmente “se indubbiamente i diritti della persona interessata tutelati da tali articoli prevalgono, di norma, anche sul citato interesse degli utenti di Internet, tale equilibrio puo? nondimeno dipendere, in casi particolari, dalla natura dell’informazione di cui trattasi e dal suo carattere sensibile per la vita privata della persona suddetta, nonche? dall’interesse del pubblico a disporre di tale informazione, il quale puo? variare, in particolare, a seconda del ruolo che tale persona riveste nella vita pubblica”

La deindicizzazione in contrapposizione alla cancellazione

Dunque, come viene anche stabilito dalle linee guida del 2020, in tema di rimozione e di deindicizzazione, che qui si ricorda avere lo stesso effetto pratico della prima, implica che il Titolare del trattamento valutando le richieste di rimozione di notizie dal web devono tenere conto degli effetti di una eventuale decisione di accoglimento sull’accesso delle informazioni a parte degli utenti digitali. L’impatto de quo non comporta necessariamente il rigetto della richiesta di deindicizzazione; invero, come dice anche la Corte, una simile ingerenza nei diritti fondamentali dell’interessato deve essere giustificata dall’interesse predominante del pubblico ad avere accesso all’informazione.

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