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Surfshark pubblica la classifica dei Paesi che più rimuovono risultati di ricerca Google

Surfshark è una società che offre un servizio di VPN, cioè una rete privata virtuale, che fa da intermediario tra i nostri dispositivi (smartphone/tablet) e le risorse online che intendiamo raggiungere (sito internet o app) grazie al quale è possibile nascondere il proprio reale indirizzo IP e cifrare tutte le attività che svolgiamo in rete. Tutto questo si traduce nella possibilità di navigare online senza il rischio che le proprie attività vengano intercettate da altri soggetti. Surfshark ha analizzato i file di Google relativamente alle richieste di rimozione dei contenuti pervenute a queste ultime a livello globale poiché le stesse sono aumentate in maniera esponenziale a partire dal 2016 sia per motivi di censura, privacy o di sicurezza.

I risultati chiave sono i seguenti:

-La Russia ha presentato il maggior numero di richieste di rimozione negli ultimi 10 anni, superando di quasi 10 volte la Turchia che invece è seconda;

-Il motivo più comune è senza dubbio la diffamazione;

-Gli Stati Uniti nel 2020 hanno inviato a Google il numero più basso di richieste di rimozione ovvero circa 596 dal 2012;

-La Corea del Sud ha fatto il secondo maggior numero di richieste nel 2020 raddoppiando il suo totale decennale.

Nel 2020 la Russia ha presentato ben 123.606 richieste e sebbene la sicurezza nazionale sia stata la causa principale delle richieste di rimozione avanzate dal governo russo, il 2020 è stato caratterizzato da un aumento esponenziale di quelle richieste di rimozione per privacy o violazione di copyright.

La diffamazione, un problema da risolvere

Il tema della diffamazione resta il motivo principale, o meglio la causa principale, delle richieste di rimozione dati da parte degli user. I cittadini UE possono inviare la richiesta di rimozione direttamente a Google in virtù dell’esercizio del diritto all’oblio, riconosciuto per legge dal Regolamento europeo GDPR. Attraverso tale richiesta si “chiede” a Google di rimuovere quel determinato nome, fatto o immagine dai risultati di ricerca; tuttavia la richiesta di rimozione può essere applicata a tutte le piattaforme Google. Infatti i dati statistici analizzati rivelano che mentre la Ricerca Google è seconda a YouTube del 39,71% negli ultimi dieci anni, le due piattaforme sono state testa a testa nel 2020. Anche a Maps (by Google) sono arrivate richieste di rimozione. Il dato rilevante è quello relativo agli Stati Uniti dove le richieste di rimozione sono in calo di ben il 67,23% dal 2017 questo perché quasi una persona su 10 delle 3.039.200 vittime di frode è stata ingannata tramite Internet o televendite a mezzo telefonico. Non puoi scrivere “controverso” senza “contenuto” e Google è il luogo in cui molti di noi vanno per ottenere la correzione dei contenuti. Con una riduzione del 91,66% di tutto il traffico di ricerca e con miliardi di ore di visualizzazione sulla piattaforma YouTube di Google ogni settimana, è inevitabile che ci siano elementi di quel contenuto che sono illegali, imbarazzanti o semplicemente pericolosi e dei quali si richiede la cancellazione. Più cresce Internet e più richieste di rimozione ci saranno.

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