Cancelliamo i dati indesiderati


Site icon Diritto All'Oblio su Google – Come Rimuovere il Proprio Nome dai Risultati di Ricerca

Cancellare immagini personali da internet

In base al diritto dell’Unione Europea, chiunque ha diritto alla protezione dei dati. Tuttavia, nella pratica, le autorità di protezione dei dati si concentrano maggiormente sulle domande che presentano un collegamento tra l’interessato e l’UE, per fare un esempio allorquando si è presenza di un caso in cui una detta persona sia un cittadino o residente di uno Stato membro dell’UE. A partire dalla sentenza Costeja dalla Corte di giustizia dell’Unione europea del maggio 2014, è stato definito che vi è la possibilità per i soggetti interessati a richiedere al motore di ricerca la rimozione di uno o più link o URL da pagine web che compaiono nella barra delle ricerche, più propriamente query Google. Tale diritto prende il nome di diritto all’oblio, e viene statuito, dal 2016, nello specifico dall’art. 17 del GDPR, cioè del regolamento sulla protezione dei dati personali con valenza nell’ambito Europeo.

La corte di Giustizia Europea e la richiesta di deindicizzaizone delle immagini da Google

Un recente quesito che è stato posto alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea definisce come richiedere la deindicizzazione per quelle immagini sul web inoltrando un’istanza al motore di ricerca che gestisce e rende visibili tali contenuti agli utenti che li ricercano in rete. Si rinviene come anche una fotografia o un’immagine pubblicata su Internet o sui social senza consenso possa essere oggetto di gravi pregiudizi per la reputazione dell’interessato richiedente la rimozione.

Secondo quanto stabilito da orientamenti maggioritari della giurisprudenza dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, il motore di ricerca dovrebbe in ogni caso e sempre deindicizzare le immagini o le foto, ovvero i contenuti che sembrano pregiudizievoli e, se questo non provvede a farlo, lo stesso può essere chiamato a risponderne in sede legale.

La vicenda che ha interessato la Corte di Giustizia

La nuova vicenda che è stata posta all’attenzione della Corte di Giustizia e che qui brevemente si analizza, origina dalla circostanza in cui un sito internet aveva pubblicato alcuni articoli di rilevanza critica nei riguardi di una società, ed aveva per questo inserito sia le foto in cui gli amministratori venivano ritratti in auto di lusso ed aerei privati. Queste foto, apparentemente innocui venivano decontestualizzate in modo da dare l’impressione che i soggetti interessati stessero beneficiando di profitti illeciti. Per tal motivo i responsabili della società, sentendosi diffamati, avevano chiesto la deindicizzazione dei link che rimandavano a quei contenuti ed anche l’eliminazione delle c.d. miniature dei fotogrammi, che in gergo sono le anteprime che appaiono sul motore senza aver il soggetto che cerca la necessità di aprire la pagina del sito che le contiene.

In questo caso la Corte di Giustizia dovrà pronunciarsi proprio sul ruolo svolto dai motori di ricerca nella gestione delle immagini e tutte le implicazioni che ne derivano.

Rimuovere immagini di minorenni dai risultati di ricerca di Google

Particolare tipologia di tutela hanno invece le immagini che rappresentano i minori, infatti qui il quadro muta di gran lunga. In merito è necessario chiarire come il motore di ricerca Google, possa avere la facoltà, in tutta autonomia di eliminare a seguito della richiesta specifica di un soggetto minore o anche da parte del proprio genitore ovvero del tutore, le immagini di qualsiasi soggetto minorenne, e dunque minore di 18 anni, dalle query di Google. Il motore di ricerca, non rimuoverà le immagini nei casi in cui, alla stregua della normativa di cui al GDPR, queste stesse immagini comportino casi di grande interesse pubblico o rilevanza pubblica e dunque un elevato interesse pubblico. 

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